Guardi, quando ho iniziato la pratica clinica negli anni ‘80, trattare l’ipertensione era un po’ come giocare a dadi. Avevamo i diuretici, i beta-bloccanti… ma i pazienti soffrivano di effetti collaterali terribili. Ricordo un signore, Mario, 52 anni, panettiere, con una pressione che non scendeva sotto 170/110 nonostante tre farmaci. Era sempre stanco, con le caviglie gonfie e una tosse secca che lo teneva sveglio la notte. Poi arrivò Capoten. Non sto esagerando quando dico che ha cambiato tutto.